Punto focale del
panorama barbaricino, immersa in un paesaggio fuori dal tempo dove
la natura dispiega la sua veste più fascinosa, Fonni avrebbe solo
nelle bellezze naturalistiche già motivi sufficienti per essere
scelta come meta turistica invece si presenta, anche al visitatore
più esigente, con un ricco patrimonio artistico e culturale. La
sua montagna aspra e selvaggia custodisce gelosamente i segreti, ma
si svela a chi la percorre con il gusto della scoperta e
dell'avventura.
Conserva evidenti
tracce del passaggio dell'uomo e della sua operosità dell'epoca
preistorica, rappresentata delle imponenti sepolture nuragiche,
dalle domus de janas, dai menhir e dai grandi nuraghi, fino a quella
attuale in cui l'operosità dell'uomo è testimoniata dalla presenza
di due funzionali impianti sciistici: uno per i più esperti che
arriva fino ai 1800 metri, il secondo per i principianti situato ai
piedi della montagna. L'altissimo numero di siti archeologici fa
di Fonni un museo a cielo aperto, che trasmette il messaggio di
grande civiltà e cultura in uno scenario di impareggiabile
bellezza.
L'indiscutibile fascino dei monumentali nuraghi (45
nuraghi e 18 villaggi nuragici con oltre 1000 capanne), che sembrano
voler celare agli studiosi i segreti di una straordinaria civilità,
raggiungono la massima espressione nella tecnica costruttiva e nei
livelli di perfezione raggiunta con l'apparente semplicità di massi
disposti a secco. L'acquedotto nuragico, risalente al bronzo
finale e il tempio nuragico di "Gremanu", costituiscono, secondo gli
archeologi, un "unicum" in Sardegna e in tutto il bacino del
Mediterraneo. Tuttavia il contatto con la civiltà nuragica
diviene emozionante con la visione dei monumenti funerari megalitici
rappresentati dalle tombe dei giganti, collettiva per gli abitanti
del villaggio e punto di contatto tra i vivi e i fondatori della
stirpe.
Le vicende delle popolazioni sembrano essere impersonate
nelle domus de janas o case delle fate, ipogei destinati ai defunti
scavati nella roccia granitica e impreziositi dai motivi
iconografici legati la mondo religioso e al culto dei
morti. Mentre per il culto pagano della fecondità e della
fertilità viene documetato dalle perdas fittas, alcune delle quali
riferibili al terzo millennio a.c. l'età prenuragica è rappresentata
anche dai Dolmen. Il patrimonio artistico testimoniato
dall'architettura religiosa e domestica riveste notevole importanza
per la puntuale appartenenza agli stili barocco tardo gotico
nonostante sia frutto di una popolazione rimasta lontana dai fasti
del potere politico e religioso.
Lo stile barocco trova
espressione nella basilica di Santa Maria dei Martiri, che conserva
dipinti e sculture del XVII e XVIII secolo. La chiesa di San
Giovanni Battista, presenta all'interno i motivi propri del tardo
gotico con i solidi archi ogivali a delimitare le campate, la volta
stellare in corrispondenza della cappella maggiore e le interessanti
decorazioni nell'arco trionfale.
Da segnalare anche le
chiese campestri di N.S. del Monte e di San Cristoforo con le
relative "cumbissias", particolarmente frequentate nai periodi
caldi. Nel centro abitato il granito conferisce un aspetto
piacevole anche a costruzioni recenti. Il centro storico invece,
conserva come reliquie elementi architettonici isolati come
finestre, balconi, portali, comignoli ma anche interi edifici e
interi isolati come il rione "Su Piggiu" dove si trova il museo
etnografico. Se si ha la fortuna di arrivare a Fonni durante una
delle tante manifestazioni religiose o popolari, si potranno
ammirare gli splendidi costumi e vivere l'atmosfera delle più
antiche tradizioni, con la permanenza resa piacevole dai numerosi e
confortevoli alberghi. La cultura fonnese si esprimerà al meglio
nell'ottimna e genuina cucina resa accesssibile a tutti grazie ai
diversi punti di ristoro come ristoranti e agriturismi che
nonostante le moderne strutture puntano sulla genuinità e qualità
dei prodotti tipici sardi.
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